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Fibromialgia e invalidità civile: percentuali e domanda

Ultimo controllo delle fonti:

Nelle tabelle ufficiali la fibromialgia non ha una percentuale propria: la commissione medica la valuta caso per caso, confrontandola con malattie di gravità simile. La percentuale misura quanto la malattia riduce la tua capacità di lavoro.

Cosa danno le diverse percentuali

  • Dal 34%: protesi e ausili del Servizio sanitario, legati alle menomazioni riconosciute.
  • Oltre il 45%: se sei disoccupato, puoi iscriverti al collocamento mirato.
  • Dal 67%: non paghi il ticket per visite ed esami (codice di esenzione C03). L'esenzione si chiede alla ASL e non vale per i farmaci.
  • Dal 74%: l'assegno mensile di assistenza, nel 2026 di 340,71 euro al mese per 13 mensilità, se hai tra 18 e 67 anni e un reddito personale fino a 5.852,21 euro l'anno. Puoi lavorare, purché il reddito resti sotto il limite.
  • Al 100%: la pensione di inabilità, nel 2026 di 340,71 euro al mese, con un reddito fino a 20.029,55 euro l'anno.
  • Se in più non riesci a camminare senza un accompagnatore o a compiere gli atti quotidiani senza assistenza continua: l'indennità di accompagnamento, nel 2026 di 551,53 euro al mese, senza limiti di reddito né di età.

Il primo passo: il certificato medico

Il certificato medico introduttivo lo compila e lo invia online all'INPS un medico abilitato: può essere il tuo medico di famiglia o uno specialista, per esempio il reumatologo. Portagli i tuoi referti.

Come si chiede, secondo dove vivi

  • Se vivi in una delle province dove la riforma della disabilità è già partita (l'elenco è qui sotto), il certificato basta: non devi presentare domande. Per ricevere eventuali pagamenti, manda poi all'INPS i tuoi dati di reddito, da solo online o con un patronato.
  • Se vivi in un'altra provincia, entro 90 giorni dal certificato presenta la domanda all'INPS: online con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato o un'associazione di categoria.
  • Dal 1° gennaio 2027 la procedura con il solo certificato è prevista in tutta Italia.

Le province dove il certificato basta

Dal 2025 la nuova procedura è partita in queste province: Alessandria, Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bergamo, Bologna, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Crotone, Cuneo, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Isernia, La Spezia, Lecce, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Palermo, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Sassari, Savona, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vibo Valentia e Vicenza.

In Valle d'Aosta e nelle Province autonome di Trento e Bolzano valgono regole proprie. E chi ha più di 70 anni, con malattie croniche e perdita di autonomia, segue ancora la procedura con la domanda.

La visita

  • Dove la riforma è partita, la visita la fa una commissione dell'INPS, che valuta insieme invalidità civile, Legge 104 e collocamento. Se sei maggiorenne, alla visita compili un questionario di 36 domande sulle tue difficoltà.
  • Nella nuova procedura tutto si chiude entro 90 giorni dal certificato, e puoi aggiungere documenti fino a 7 giorni prima della visita, se vengono da strutture pubbliche o accreditate.
  • Altrove la visita la fa una commissione della ASL, con un medico dell'INPS.

Cosa preparare

  • La ricevuta del certificato medico introduttivo, con il numero del certificato.
  • Documentazione clinica: referti, lettere di dimissione ed esami che mostrano l'impatto della malattia.
  • SPID, CIE o CNS per i servizi online dell'INPS; tessera sanitaria; documento d'identità da portare alla visita.

La lista da stampare

Chi ti può aiutare

Un patronato prepara e presenta con te le domande di invalidità civile e Legge 104. Il servizio è gratuito.

INCA CGIL (si apre in una nuova scheda)Patronato ACLI (si apre in una nuova scheda)INAS CISL (si apre in una nuova scheda)ITAL UIL (si apre in una nuova scheda)

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Fonti

Strumento informativo: non è consulenza medica né legale. Per la tua pratica rivolgiti al patronato, alla ASL o a un'associazione pazienti.